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Chiudono le Piccole e Medie Imprese: chiude l’Italia. Da Ragusa un appello alle Istituzioni Pubbliche per creare un gruppo di lavoro con le Parti Sociali.

Anche da Ragusa, come avviene contemporaneamente nel resto d’Italia, la Confesercenti lancia un grido d’allarme rispetto ad una crisi economica sempre più drammaticamente presente con la chiusura quotidiana di tantissime piccole e medie imprese, la vera ossatura dell’economia ragusana e italiana. Se non si arriva ad una inversione di tendenza, significa che l’Italia chiude. Leggi il comunicato

Massimo-Riccardo

 

Bando Giovani Imprenditori: Migliore Soluzione

Bando di gara privata per giovani imprenditori, patrocinato da Confindustria, Camera di Commercio, Confartigianato, Confesercenti della Provincia di Agrigento.

scarica il bando

 

Blocchi protesta, la Confesercenti di Ragusa denuncia blocchi ad opera di persone che non sono riconducibili ai Forconi

Danni ingenti per le proteste di questi giorni. Nonostante la sospensione delle manifestazione dei Forconi, individui non meglio identificati continuano a bloccare le merci. E' accaduto in giornata al mercato ortofrutticolo di Vittoria con gente che non si capisce a quale sigla fa parte o aderisce ma allo stesso modo ha causato grossi problemi nel trasferimento delle merci deperibili che hanno già atteso parecchi giorni prima a causa della protesta di Forza d'urto. Abbiamo avuto notizie anche di blocchi in alcuni caselli autostradali della Sicilia sempre da parte di persone che minacciano e non si capisce a che titolo sono li. Grossi problemi anche per il settore commerciale con gravissime perdite. Ancora oggi molti magazzini sono vuoti perché non sono arrivati i tir e al contrario ci sono aziende che hanno la propria produzione ferma perché i camion non possono partire e a raggiungere i mercati di riferimento. Siamo dinnanzi a perdite economiche davvero enormi mentre ovviamente vanno avanti le scadenze delle banche e non c'è liquidità. C'è qualcosa di poco chiaro che sinceramente a noi come organizzazione di categoria ci sfugge. Non si può andare avanti così. Chiediamo l'intervento delle autorità e annunciamo che citeremo ai danni chi continuerà ad impedire alla Sicilia di essere produttiva.

Massimo Giudice
direttore provinciale Confesercenti Ragusa
responsabile regionale area commercio Confesercenti Sicilia

 

Nasce la FE.AR.TA, la Federazione Aretusea Taxi, Associazione di Settore della Confesercenti di Siracusa. Il Sig. Salvatore Ventura ne è il Presidente

Il 29 giugno presso il salone di rappresentanza “A. Caruso” della Confesercenti di Siracusa ha avuto luogo l’assemblea costitutiva della FE.AR.TA, la Federazione Aretusea Taxi, che è Associazione di Settore della Confesercenti della provincia di Siracusa.
Scopo prioritario dell’Associazione è quello di tutelare gli interessi della categoria dei tassisti della provincia di Siracusa e di valorizzare la figura professionale del tassista come imprenditore....

Comunicato Stampa
 

 

Newsletter Confesercenti Palermo 25.06.2011

Procedure previste per la regolarizzazione delle informazioni pubblicitarie (cartelli, vetrofanie …) da esporre in vetrina.

In questi giorni, in vista dei saldi, in molti hanno chiesto quale fosse la procedura per l'ottenimento delle autorizzazione per l'esposizione delle scritte pubblicitarie.
Se le scritte superano i 50 cm quadrati, per ogni vetrina, sono assoggettate ad autorizzazione ed al pagamento dell'imposta, in caso contrario non sono soggette ad alcuna comunicazione o pagamento di imposta.
Nel primo caso, esposizione di comunicazioni pubblicitarie superiori a 50 cm quadrati, si fa una richiesta in bollo al comune indicando il periodo di durata delle scritte e le dimensioni delle stesse.

Continua...........

 

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sosimpresa

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Dialoga con Confesercenti sul Turismo

Traendo spunto dai dati emersi dal documento programmatico per la competitività delle imprese turistiche in Sicilia, presentato alla convention "Con il turismo la Sicilia fuori dalla crisi",  bi-settimanalmente verrà individuato un tema rispetto al quale avviare un confronto con tutti  i soggetti pubblici o privati che a diverso titolo risultano portatori di interessi del sistema turistico.

Chiunque voglia partecipare al dibattito può inoltrare le proprie osservazioni all'indirizzo di posta elettronica 

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il tema della settimana è :

Condizione di Insularità: vincolo alla Competitività....

I contesti insulari, per definizione circondati dal mare e pertanto isolati, spesso finiscono con rappresentare delle realtà economiche marginali all’interno dell’Unione Europea. L’insularità è indicata come una caratteristica geo-culturale ed uno svantaggio permanente che crea una difficoltà supplementare alla competitività delle regioni interessate.
Le isole caratterizzate da disparità territoriali, svantaggi strutturali e da un’economia sbilanciata spesso verso il mercato interno, sono formalmente riconosciute dall’Unione Europea come regioni svantaggiate.
Le Regioni insulari dell’Unione Europea sono accomunate da una serie di fattori, che possono essere sintetizzati come segue: sono sensibili ai fattori esterni di ordine economico, sociale e ambientale; sono isolate dai grandi mercati e dispongono di mercati locali insufficienti per uno sviluppo appropriato delle imprese; sono indeboliti da mono-attività (in particolare il turismo) caratterizzata dal fenomeno della stagionalità; perdono il loro potenziale umano dinamico di qualità, formato nelle loro università.
Sul piano istituzionale il riconoscimento degli svantaggi strutturali legati all’insularità ha spinto la legislazione comunitaria ad adottare delle misure specifiche per integrare queste regioni a condizioni eque nel mercato interno. Nello specifico si fa riferimento all’articolo 158 del Trattato di Amsterdam, oggi l’articolo 220 parte III della Costituzione Europea.
Nell’intento di restituire competitività alle regioni più deboli, come quelle insulari, l’UE evidenzia l’esigenza di una politica di coesione attiva e “regionalizzata”, a cui ha dato contributo mediante l’istituzione delle Cooperazioni rinforzate, introdotte dall’articolo 44 parte I della Costituzione Europea
Le imprese insulari sopportano dei costi notevolmente superiori in rapporto alle imprese concorrenti localizzate nel continente. Questo fatto genera uno svantaggio competitivo in termini di redditività, di gestione degli stocks che diventa più difficile e costosa, di inadeguatezza del mercato del lavoro locale e di accesso ai grandi mercati europei.
Ciò comporta per le imprese insulari minori ricavi e maggiori costi, ovvero un differenziale negativo di gestione rispetto a quelle concorrenti non insulari, con cui devono competere per acquisire la preferenza dei consumatori.

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