Nati-Mortalità delle imprese Catanesi Politino: Catania continua ad essere una provincia con alta dinamicità imprenditoriale ma preoccupa il tasso di mortalità delle imprese

Da Gennaio a Dicembre Saldo  negativo di 620 unità a Catania e Provincia ( 6.010 iscrizioni e 6.630 cessazioni ). Aumentano di 150 unità le iscrizioni rispetto al 2013 ma soprattutto aumentano le cessazioni di 785 unità rispetto al 2013. A Catania città saldo negativo di 81 unità ( 2.104 iscrizioni e 2.185 cessazioni ). Ancora in sofferenza il settore del commercio che a Catania e provincia con 2.238 cessazioni (più di 6 al giorno ) rappresenta il 34% sul totale delle cessazioni. A Catania città con 822 cessazioni, chiudono i battenti più di 2 commercianti al giorno.
Chiude in negativo l’anagrafe delle imprese della Camera di Commercio di Catania e Provincia a Dicembre del 2014. Il bilancio demografico i fra le imprese nate (6.010) e quelle che contemporaneamente hanno dichiarato la cessazione delle attività (6.630), termina con un saldo passivo pari a 620 unità, rispetto al saldo attivo di 15 unità dello stesso periodo dello scorso anno. Sul fronte commercio,  si registra un saldo negativo di 817 unità  tra aperture ( 1.421 ) e chiusure ( 2.238 ), rispetto al saldo negativo del 2013 di 78 unità tra aperture ( 1.766 ) e chiusure ( 1.844 ) e dovuto soprattutto alla  riduzione di iscrizioni e all’aumento delle cancellazioni. A Catania città si registra per il commercio un saldo negativo di 287 imprese ( 535 iscrizioni, 66 in meno rispetto al 2013, e 822 cessazioni,108 in più rispetto al 2013 ).
I dati provenienti da Infocamere indicano il persistere di una fase di stagnazione che sta colpendo il nostro sistema produttivo catanese, dichiara il Direttore di Confesercenti Catania Salvo Politino commentando i dati. E’ necessario creare le condizioni per far ripartire il mercato interno, dal cui rallentamento dipendono le sorti di tante nostre imprese, e sostenere il coraggio e le aspirazioni di tante persone, soprattutto giovani, che vorrebbero mettersi in proprio.
LA NATI-MORTALITA’ DELLE IMPRESE CATANESI NELPERIODO CHE VA DA GENNAIO A DICEMBRE DEL 2014
Nel periodo che va da Gennaio a Dicembre del 2014 si è registrata  l’iscrizione di 6.010 nuove imprese (150 in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno) e la cessazione di 6.630 imprese
( 785 in più rispetto a Dicembre del 2013 ), con un saldo negativo di 620 unità contro il saldo positivo di 15 unità dello stesso periodo del 2013, a fronte di uno stock di imprese  pari a 100.193 unità.
Il settore del commercio registra a Dicembre del 2014,  1.421 nuove imprese iscritte ( 345 in meno rispetto allo stesso periodo del 2013 ) e 2.238 imprese cessate ( 394 in più rispetto a Dicembre del 2013 ) con un saldo negativo di  817 imprese ( 739 in più rispetto al 2013 ), con una percentuale del 34% sul totale delle cessazioni; l’industria registra 207 nuove imprese ( 65 in meno rispetto al 2013 ) e 372 imprese cessate ( 5 in meno rispetto al 2013 ) con un saldo negativo di 165  imprese ( 60 in più rispetto al 2013 ); l’agricoltura registra 400 nuove imprese iscritte ( 9 in più rispetto al 2013 ) e 824  imprese cessate ( 130 in meno rispetto al 2013 ) con un saldo negativo di 424 imprese ( 39 in meno rispetto al 2013 ); il turismo registra 251 nuove imprese iscritte ( 110 in meno rispetto al
2013 ) e 335 imprese cessate ( 78 in più rispetto al 2013 )  con un saldo negativo di 84 imprese (20 in meno rispetto al 2013 ).
Commentando i dati il Direttore di Confesercenti Catania Salvo Politino fa notare che le tasse e la mancanza di liquidità sono i principali ostacoli che costringono molti neo imprenditori a gettare la spugna anzitempo. I dati restano preoccupanti, e riguardano soprattutto le piccole e piccolissime imprese. Il tasso di mortalità delle aziende a Dicembre del 2014  è ancora troppo elevato e in aumento rispetto allo stesso periodo del 2013, anche se bilanciato dalla nascita di nuove realtà ( 150 in più rispetto allo stesso periodo del 2013 ).In ogni caso il tessuto economico catanese è composto dalle imprese che riescono a mantenere una grande vitalità malgrado le molte difficoltà che devono affrontare e che cercano di superare reagendo e rinnovandosi. Ovviamente questo non basta, questa capacità delle imprese va sostenuta dalle istituzioni, dalle banche, vi è la necessità di una maggiore apertura, senza delle politiche di rilancio non riusciremo ad uscire dalla crisi.
Imprenditorialità, sviluppo e occupazione sono fattori intimamente legati tra loro e possono determinare la fortuna o il regresso di un sistema economico. In particolare, senza la dinamica positiva delle imprese ogni sistema economico è destinato al declino.

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