Ponte, il decreto Genova arriva al rush finale

L’esame del testo in discussione nelle commissioni Ambiente e Trasporti della Camera

 

Comincia oggi, a quaranta giorni dalla prima approvazione in Consiglio dei ministri, il cammino che farà diventare legge il Decreto Genova. L’esame del testo è in discussione oggi nelle commissioni Ambiente e Trasporti della Camera. Poi, la settimana successiva passerà al Senato. Giunto alla terza stesura e con 600 emendamenti, il decreto risulta completamente modificato, dopo aver accolto molte delle richieste arrivate dagli enti locali. Indennizzi alle aziende, cassa in deroga, fondi per il porto e assunzione di nuovo personale restano i temi cruciali del provvedimento.

Cassa integrazione in deroga, 30 milioni suddivisi in due anni. I fondi per la cassa integrazione in deroga previsti per i lavoratori coinvolti dal crollo del ponte Morandi e a carico dell’Inps, saranno divisi in 11 milioni di euro per il 2018 e 19 per il 2019. È quanto prevede l’emendamento approvato dalle commissioni di Ambiente e Trasporti della Camera che riformula il testo nei commi 4 (soppresso) e 5, integrandolo nella parte delle coperture con l’inserimento della doppia cifra, di 11 e 19 milioni. “E’ un sostegno a oltre 1700 tra dipendenti e autonomi. Avanti così per la rinascita della città” ha sottolineato il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli.

Ok all’emendamento all’esenzione del pagamento delle bollette degli sfollati. Dovrebbero scattare le esenzioni dal pagamento delle bollette di luce, gas, acqua e telefonia per gli sfollati di Genova, danneggiati dal crollo del ponte Morandi, dal momento in cui ottengono la dichiarazione di intangibilità delle loro abitazioni o l’ordinanza di sgombero fino alle revoche di quelle decisioni, secondo quanto stabilisce un emendamento al decreto Genova, approvato dalle Commissioni congiunte di Ambiente e Trasporti della Camera e presentato dal deputato di Forza Italia Simone Baldelli.

“Ci sono margini per poter inserire nel decreto le norme antimafia. Lo si potrà fare in Aula o nelle commissioni che daranno un parere sul testo. L’importante per noi era che la parte sull’ antimafia non gravasse sui tempi”. Sono queste le parole del sottosegretario ai Trasporti Rixi che risponde all’appello del presidente Anac Raffaele Cantone e del commissario di Genova Marco Bucci perché le norme antimafia siano nel dl Genova ora alle commissioni Ambiente e Trasporti.

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